Bucarest – Costel ha quattordici
anni, cammina per le strade di Gara de Nord per rientrare dopo una
giornata passata a girovagare per la città. Costel non va a scuola,
non vive la vita di un adolescente comune. Davanti alla stazione, da
cui partono i treni destinati alle grandi città europee, apre un
tombino della rete fognaria, si cala in quel buco maleodorante: è
tornato a casa.
Costel non è il solo a vivere nel
sottosuolo della capitale romena, insieme a lui migliaia di ragazzi
abitano un mondo al di sotto del mondo. Sono i ragazzi che, alla
reclusione coatta negli orfanotrofi immutati dalla caduta dell'ultimo
leader del regime comunista Nicolae Ceausescu, hanno preferito la
vita di strada. Gli inverni romeni sono però inverni imbiancati
dalla neve, le temperature scendono vertiginosamente sotto lo zero,
l'unico riparo è calarsi nella rete fognaria formata principalmente
da vecchi tunnel utilizzati per riscaldare il centro città.
Costel ha l'AIDS.
