mercoledì 30 settembre 2015

[AsSaggi] - Torquato Tasso, tra genio e follia


«A pochi scrittori è stato concesso, come lo fu al Tasso, di vivere e rappresentare le aspirazioni e le frustrazioni del proprio tempo in maniera che può ben dirsi emblematica. L’esistere e lo scrivere, pur intrattenendo in lui relazioni difficili e complesse, non tendono mai a dissociarsi e a procedere separatamente; e non solo perché la poesia nasce con difficoltà dall’esperienza della vita concreta e quotidiana, ma perché di tale esperienza è talvolta origine e spesso redenzione»
Marziano Guglielminetti


Jacopo Bassano, Torquato Tasso
ventiduenne
In ogni modo Torquato Tasso cercò di liberarsi dalla sua melanconia: purghe all'eleboro nero, salassi, medicamenti a base di mandragola, solano, papavero e molto altro ancora1. Il suo corpo era «pieno di cattivi umori»2 e purgare «lo stomaco da cui ascendono alcuni vapori che perturbano il discorso e il ragionamento» appariva l'unica soluzione3. Ben presto si accorse che a quell'incubo non vi era rimedio, l'internamento di sette anni nell'ospedale di Sant'Anna fu il raggiungimento di un punto di non ritorno.

martedì 29 settembre 2015

[Frammenti Fotografici] - Ritratti da Dialgaye, Burkina Faso


Burkina Faso, nome parlante, significa letteralmente terra degli uomini integri. Dialgaye è un dipartimento composto ventisette villaggi a circa 160 km da Ouagadougou, capitale dello stato. Le condizioni di vita sembrano riportare improvvisamente il mondo in dietro, un salto nel passato di decenni, dove la quotidianità segue i ritmi della natura a causa dell'assenza di elettricità e alle difficili condizioni igienico sanitarie. Una realtà legata alla terra, ai suoi aspetti più semplici, immediati, dove nella lotta per la sopravvivenza i sorrisi hanno una sorgività naturale.


Dialgaye, Burkina Faso

lunedì 28 settembre 2015

[Poesia Femminista #2] - La donna forte, la donna sola: ritratto di Gabriela Mistral

“Dammi la forza anche nel mio solitario abbandono di donna, e di donna povera; fa che io disprezzi ogni potere che non sia puro, ogni pressione che non sia quella della tua ardente volontà sulla mia vita.”

È il 1904 quando sulle pagine del giornale cileno El Coquimbo escono i tre componimenti in versi Ensonaciones, Carta Intima e Junto al Mar;  la loro forza espressiva è notevole, ma alla maggior parte dei lettori le informazioni che riguardano l’autrice sono avvolte da un’insolita aura di mistero. In pochi sanno che è una quindicenne piuttosto matura per l’età che ha, e nessuno, lei compresa, immaginerebbe mai che il suo nome verrà ricordato un giorno per esser quello della prima autrice latinoamericana ad aver ottenuto il Premio Nobel per la Letteratura.

venerdì 25 settembre 2015

[Attualità] - Si accende #Restart Roma: verso i diritti daSud e per il Sud

Avevamo parlato proprio ieri di “McMafia”, la mostra su mafie e fumetto che si sta tenendo in questi giorni al Museo di Roma in Trastevere; le oltre novanta tavole che si dispongono nelle luminose gallerie, però, sono solo il piccolo tassello di un contesto d’azione molto più ampio e articolato: quello di Restart, il Festival della creatività antimafia e dei diritti. Giunto alla sua decima edizione, Restart è organizzato dall’Associazione daSud e prenderà il via oggi alle ore 18,30 presso la Casa del Jazz di Roma, in viale di Porta Ardeatina 55. Saranno presentati eventi, iniziative e dibattiti fino a domenica 27 settembre. Il week end si pone la sfida di rappresentare un vero e proprio villaggio dei diritti e della creatività:

giovedì 24 settembre 2015

[News-Fumetto] - McMafia, in mostra a Roma le mille tavole della criminalità illustrata

Da un lato le tavole originali di “La carriera criminale di Clelia C.”, appassionante storia di dolore e vendetta; dall’altro quelle di Dylan Dog, con i suoi fantasmi e spiriti custodi che difendono dal male della mafia russa, e poi avanti verso un percorso a tutto tondo, di ben 90 lavori, che si snoda tra le diverse forme di fumetto che hanno narrato un tema sfaccettato, controverso e pericoloso: quello delle mafie

McMafia, inaugurata al Museo di Roma in Trastevere martedì 22 settembre e pensata dall’Associazione daSud e dal Museo del fumetto di Cosenza, è una mostra che ripercorre con uno sguardo inedito e globale

mercoledì 23 settembre 2015

[Narrativa Scelta] - Dino Buzzati "Un amore", cosa sei disposto a perdere?


Una vecchia edizione del romanzo

C'è stato un libro nel 2014 che più di tutti mi ha coinvolta, mi ha fatto cenare a tavola con gli occhi incollati sulle pagine e mia madre arcigna dal lato opposto della copertina: Un amore, di Dino Buzzati.
La trama è piuttosto scarna e all'apparenza banale: un uomo, Antonio Dorigo, ama una donna, Laide, che lo fa tribolare con le sue parole non chiare, con il classico gioco dei sentimenti. Non si tratta tanto di quello che viene raccontato, ma della capacità di Buzzati di riuscire a presentare sulla carta i pensieri di un uomo ossessionato da un amore di fiele.

martedì 22 settembre 2015

[Percorsi Fotografici] - Diane Arbus: troppo freak per l'America

"Non scattare la foto finché l'esperienza non ti fa sentire in imbarazzo"
Lisette Model




Nel 1960, tra le pagine della rivista Esquire appaiono per la prima volta i sei scatti della pubblicazione fotografica “The Vertical Journey: six Movements of a Moment within the Heart of the City”; le immagini destano non poco scalpore tra critica e lettori, è una rottura piuttosto brusca per gli occhi dell’immaginario americano. 
Circa un anno dopo, la preziosa rivista di moda Harper’s Bazaar pubblica il servizio “The Full Circle”. Soggetto e tema sono inconsueti e bizzarri esattamente come la pubblicazione dell’anno prima, e questa volta la reazione dei lettori si manifesta attraverso la disdetta di numerosi abbonamenti. 
La redattrice capo, Nancy White, va su tutte le furie: era stata sempre assolutamente contraria alla pubblicazione di roba così inquietante e freak, e responsabile del disastro è il direttore artistico della rivista, Marvin Israel, amico intimo – forse amante – della fotografa che ha realizzato il servizio: Diane Arbus. 
Arbus è conosciuta soprattutto per esser stata la fotografa dei Freak,

lunedì 21 settembre 2015

[Poeti in Pillole] - Giovanni Della Casa: il petrarchismo fuori maniera

«Avendo provato tutti i volti all'imitazione del Petrarca, solo egli fu il primo
ad uscir da questa via, trovando una maniera peregrina, piena non meno 
di novità che di maestà, facendo le pose non mezzo de' versi,
 e tenendo il lettore sospeso con piacere e con meraviglia»
Torquato Tasso


C'è stato un periodo della storia della nostra letteratura in cui il modo di poetare sembrava poter essere uno solo. Dopo il susseguirsi delle tre corone, Pietro Bembo aveva tirato le file della grande questione su quale fosse il linguaggio corretto della poesia e su come le parole ad esso appartenute dovessero legarsi l'un l'altra. Nacquero così Le prose della volgar lingua, un decreto tutto a favore di Petrarca. Era il 1525 e da quel momento, con il volumetto d'istruzioni alla mano, la poesia petrarchista divenne possibile per tutti. Scrivere era anche sinonimo di affermazione sociale, la poesia, in particolar modo il sonetto, si presentava come una combinazione possibile grazie all'utilizzo di una normatività fissa, regole ferree generatrici di esercizi di stile che vedevano la loro massima espressione nei centoni, ovvero dei componimenti costruiti tramite l'innesto di versi altrui. 
Wenclesas Hollar, Giovanni Della Casa
Questo è il contesto in cui prende forma la poesia di Giovanni Della Casa, petrarchista fuori maniera. Quando seguire le regole era ormai divenuto l'unico modo di poetare, Della Casa decise di sovvertire il mondo, ma dall'interno. Gli strumenti bembiani ci sono tutti, ma nei suoi componimenti sono manipolati con una destrezza tale da poter stravolgere la dolcezza monocorde presente nelle schiere di imitatori del Petrarca e mutarla in una gravità inaudita. Maestro della gravitas, Della Casa riforma la metrica rispettandola, rompe gli equilibri generandone di nuovi in un'elaborazione tecnica che va oltre il semplice manierismo dimostrando il vero genio poetico: distrugge un sistema abilmente rispettandolo.

venerdì 18 settembre 2015

[Attualità] - #Nohatespeech: giornalisti e lettori bannano il cyber-razzismo


I commenti d’odio non sono opinioni, e gli operatori della comunicazione hanno il dovere di bannare ogni forma di cyber-razzismo. È questo l’appello principale con cui martedì scorso è partita su Change.org la petizione “#Nohatespeech – giornalisti e lettori contro i discorsi d’odio”; l’iniziativa, promossa dall’associazione Carta di Roma insieme alla European Federation of Journalists e Articolo 21, si pone l’obiettivo di mettere in luce, sia di fronte ai giornalisti che ai fruitori dei mezzi di comunicazione on-line, che “impedire la diffusione dell’odio non è solo un atto di responsabilità civile. È, per chi fa il giornalista, l’adempimento delle regole-base della professione, quella che impone a tutti i giornalisti il dovere di restituire la verità sostanziale dei fatti”.

L’invito di #Nohatespeech, dunque, si rivolge a un pubblico molto ampio e variegato:

giovedì 17 settembre 2015

[Arte] - Le mille forme del colore sulle tele di Sergio Etere

Più di una volta nel corso dello scorso anno noi Tutùm Versi ci siamo imbattuti in un artista che ha catturato la nostra attenzione e ci ha reso attive nel suo mondo, quell'artista è Sergio Etere e avevamo avuto il piacere di conoscerlo per la prima edizione dell'evento culturale collettivo Quint'essenza in action. Da quel momento non ci siamo mai allontanati dalla sua arte tutta fatta di «suggestioni spontanee», di «impulsi comunicativi» che prendono forma per condividere un messaggio proprio dell'emozionalità dell'artista. Sergio Etere dipinge solo a ritmo di musica,
figlio della beat generation non può staccarsi dalle note che permettono di incanalare ogni gesto artistico. Il
Sergio Etere, Momenti ceramici
con Mariella Siano
risultato è una comunione di forme e colori in cui il pigmento è il protagonista e permette all'artista di essere guida nella sua esplorazione del mondo della tela. Tramite il colore Sergio Etere oltrepassa tutti gli elementi naturali per sfuggire nella Quintessenza delle cose. Ogni opera è un momento fissato sulla tela, un attimo di eterno ritagliato sulla materia. È un mondo metafisico senza domande né risposte, in cui la forza del segno concede l'esplorazione del mondo di pari passo con quella del proprio sé. Ciò che realmente conta è il gesto artistico, in grado di liberare il proprio sé dalla costrizione del mondo reale. E proprio tramite l'osservazione di quel gesto ormai concluso, il fruitore dell'arte di Etere tro
va una catarsi nel proprio io generata da un profondo legame empatico in cui la parola chiave è condivisione.

mercoledì 16 settembre 2015

[Tutùm Narrativa] - "Fungo magico" di M. Allis

Non bisognerebbe mai andare ad Amsterdam con Alberto.


Solo che eravamo a casa di Gino, eravamo a cena e mi disse “ma se andiamo ad Amsterdam?” era il 12 di agosto, il 14 atterravamo a Schipiol. Capii subito che c’era qualcosa che non andava in quanto ripeteva in maniera ossessiva sempre 3  o 4 frasi. E guardava in continuazione il suo nuovo iphone, per qualunque cosa. Non guardava Amsterdam, guardava le mappe sul telefono, se andavamo da un posto all’ altro non è che guardava i ponti, i viali, i canali, guardava l’app della bussola. Che oh io c’ero stato 13 volte, mi sapevo muovere, non serviva la bussola, mica eravamo in mezzo all’oceano! E attaccava dei clamorosi pipponi su Mirna che aveva battezzato la figlia. “Ma non è sposata, allora è ipocrisia, ma come? Prima non ti comporti come la tua religione dice e poi ipocriticamente battezzi tua figlia?” solo che a me non fregava veramente un cazzo se Mirna aveva battezzato sua figlia. Poteva darsi che le piacesse la cerimonia, poteva darsi che pure se ci credeva si sentiva oramai una perduta peccatrice e volesse comunque salvare la piccola dalle fiamme dell’inferno, poteva darsi che puntasse ai vestitini che le avrebbero regalato i parenti. Poteva darsi che fossero cazzi suoi e a me non fregava. Ma lui non parlava d’altro. Avevo un piano d’azione. Cannone al grassopher, erba tosta, e special cake “ma non farà male ingerirlo?” “no no mangia mangia”. Divenne catatonico. All’uscita eravamo aggrappati a un lampione incapaci di parlare. Ma andava bene. Non riuscivamo a parlare. Soprattutto, lui non riusciva a parlare. E andava bene.

martedì 15 settembre 2015

[Reportage Fotografici] - Art&Vandalism, adrenalina in movimento


Di notte, oltre i limiti della legalità, nelle yard – i depositi ferroviari –  prende vita il mondo dei graffiti dei writers urbani. Ogni graffito è un'impresa che richiede lo studio non solo  delle immagini e delle bozze di lavoro, ma anche una serie di sopralluoghi nei posti prescelti.  Tutto è studiato nel minimo dettaglio, non bisogna correre rischi, è necessario agire consapevolmente. Quello del writing non è solo un modo di produrre immagini, ma è vivere in un mondo ai limiti della società e misconosciuto. Tra i binari, in quegli stessi posti brulicanti di vita e di rumori dettati dalla quotidianità, durante la notte il writing è adrenalina, è il timore di essere scoperti e la consapevolezza di essere in grado di scamparla.

lunedì 14 settembre 2015

[Poeti in Pillole] L'amore di Sandro Penna

«Vivendo egli fuori dalle leggi che il tempo determina e impone, e non conoscendo egli nel suo mondo né classi sociali, né impalcature ideologiche, e mantenendo e avendo sempre mantenuto una piena e limpida indifferenza nei confronti del potere, e intrattenendo con i vivi e con i morti rapporti di assoluta semplicità e parità, egli è uno degli esseri umani più liberi che siano esistiti»
Natalia Ginsburg



Sandro Penna è stato un poeta omosessuale, ma questo non vuol dire che sia il poeta dell'omosessualità. Forse perché (ri)scoperto molto tardi dalla critica, che per anni l'ha considerato semplicemente un delizioso poeta minore, ha subito un processo di misinterpretazione della sua poesia così monotematica, così circolare. Fin dalla sua prima pubblicazione (Poesie, 1927-38), le tematiche della poesia penniana si sono delineate come dei pilastri che avrebbero tenuto salda la struttura di ogni raccolta. Quell'apparente semplicità è in realtà il frutto di un ponderato lavoro di rielaborazione e ripensamenti in cui le parole, accostate con sonorità quasi bambinesche, sono in realtà legate da linee di tensione coordinate in equilibri delicatissimi. Si è detto che la poesia di Penna non ha subito evoluzione, mezza verità, questa, recentemente riconsiderata. L'evoluzione c'è, ma procede per un percorso a cerchi concentrici, o meglio, a spirale. Sono sempre le stesse immagini, osservate da un punto di vista lontano ed estraneo alle azioni, a determinare l'ispirazione iniziale. Ogni volta, però, assumono dimensioni nuove, di raccolta in raccolta più ampie ed articolate.

venerdì 11 settembre 2015

[Attualità] - Il corteo di Venezia arriva in Europa. Ma quanto si spoglia la marcia scalza?

I migranti di Bansky a Dismaland

Per la prima volta nella storia, il prezioso red carpet di Venezia sarà percorso oggi da decine di migliaia di piedi nudi: la Mostra del Cinema sta percorrendo la sua 72esima edizione, e in ballo, quest’anno, non poteva non esserci anche un sorprendente, angosciante spicchio di realtà sociale che ci circonda: il tema dei rifugiati.
La settimana scorsa, un gruppo di scrittori, artisti, registi e personaggi della politica hanno lanciato un appello a tutti coloro che si troveranno a visitare il grande evento veneziano: “Per affrontare i cambiamenti epocali della storia – scrivevano sul sito dell’iniziativa - è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte. I migranti sono gli ‘uomini scalzi’ del secondo millennio. E noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi”.

Nell’arco di neanche una settimana, la copertura mediatica dell’appello ha riscosso risposte decisamente più ampie del previsto:

giovedì 10 settembre 2015

[La Vignetta] - Vi presento Flex !

Mi chiamo Flex, per i palati fini “diversamente occupato”. Sono precario a tempo indeterminato full time e part time. Flex, con la testina intercambiabile adatta ad ogni tipo di superficie lavorabile. Sono talmente precario che mia madre dice che quando sono nato il cordone ombelicale era griffato INPS...







Testi di Fiore "Flex" Ranauro
Vignetta di Martina Capozzi




mercoledì 9 settembre 2015

[News - Letteratura] Mantova: "Festivaletteratura" e le mille forme della parola scritta

Tra i suggestivi luoghi di Mantova protetti dall’Unesco si apre oggi la prima giornata della diciannovesima edizione del “Festivaletteratura” che animerà la città dei Gonzaga fino al 13 settembre. Non solo libri, ma anche musica, teatro e ogni forma d’arte e pensiero. Saranno 357 gli ospiti di ogni nazionalità impegnati in 350 eventi che si svolgeranno dalle 9 del mattino fino a notte fonda in una perfetta unione di cultura e divertimento. Un appuntamento da non perdere perché, come ha sottolineato il presidente della provincia di Mantova Alessandro Pastacci, “Festivaletteratura è Mantova e Mantova è Festivaletteratura”.
Le novità di quest’anno sono tantissime

martedì 8 settembre 2015

[Percorsi Fotografici] - Un uomo e il suo mare: il meglio di Kurt Arrigo

Controllare con un colpo d’occhio gli spostamenti imprevedibili dell’acqua. Resistere sul legno scivoloso in attesa di quel dettaglio, l’unico che sarà capace di evocare il senso d’azione, adrenalina e fatalità di cui l’aria è intrisa. Entrare in perfetta intimità con il contesto, e senza troppo pensarci su riuscire a immortalare l’essenza di un momento immanipolabile.

Sono molti i presupposti che deve tenere a mente un aspirante fotografo di sport marittimi: l’acqua è una creatura controversa, in movimento, in cui bene e male non si distinguono mai. E Kurt Arrigo è uno di quelli che con la magia delle onde ci sa fare, perché ha imparato a conoscerla ancor prima che la sua memoria gli permetta di ricordarlo: nato nel 1969 sull’Isola di Malta, è sempre stato circondato dal mare e dai suoi sport: a 9 anni inizia con le attività di diving e poco dopo approda al fascino della barca a vela. La passione per la sailing photography nasce a San Diego nel 1992, durante il suo primo lavoro per l’America’s Cup, e da quel momento i suoi scatti attraversano tutte le più importanti tappe dello Yachting internazionale: Nioularge, Antigua Race week, Malta Rolex Middle Sea Race.

lunedì 7 settembre 2015

[Poesia] - Cinquantacinque, l'età della rottamazione generale 26-30


Con la nuova stagione tutumiana, non potevano non mancare le dissacranti poesie di Cinquantacinque, la raccolta a puntate di Gianfranco Domizi.
Ben trovati e... buona lettura!




26  Lo sgasato
Diceva: "Sei sgasato come cola
che t'è rimasta aperta più d'un mese".
"Vabbé, capisco che vuoi stare sola".
Ma poi tornò la sete e lo riprese.

27 L'usufrutto
M'hai detto: "Ti do solo l'usufrutto,
perché di te deploro l'irruenza".
Ti scrivo: "Bella mia, puoi farne senza".
Rispondi: "Torna amore, ti do tutto".

28 L'omaggio
Coi seni disegnati dal lenzuolo,
tu stai dormendo, nuda malandrina.
Ti laverai perplessa domattina
di ciò di cui t'omaggio nell'assolo.

29 Spazio e tempo
Risalgo per le gambe e le tue chiappe
si fanno teologia di camionisti. 
Non servono le date, né le mappe,
si va a memoria al giorno che l'apristi.

30 Pleonastica
Lo so, ti piace grande e me l'adocchi
di sottecchi, con la mutanda scesa
che sta tesa, pleonastica ai ginocchi
nella resa. Lo lecchi ... poi t'ho presa.

[Gianfranco , nato a Roma nel 1959, ed attualmente esule poco paziente nella città di Bologna (essere marxista nella città del PD offre motivi di sofferenza quotidiana), è il tipico dilettante: studente fallito di una prestigiosa scuola di cinema, mediocre compositore ed arrangiatore musicale, poeta largamente opinabile. Adora scrivere di se stesso in prima persona nelle poesie, ma ancor più in terza persona,            in queste futili autopresentazioni.

Marzia , scrittrice, pittrice, fotografa, cantante, muratore ed imbianchina della provincia di Reggio Emilia, è autrice de: “Il Gentiluomo, una storia di stalking” (romanzo-testimonianza, Il Ciliegio, 2011); Parole Desti-Nate” (raccolta di poesie, Il Ciliegio, 2012); “L'Edile (raccolta di poesie, autoprodotta, 2014); “Evil, l'uomo del male” (prequel de Il Gentiluomo”, Il Ciliegio, 2013); da quest'ultimo libro, abbiamo tratto insieme i recital di parole e canzoni:“Evil” (2014), e poi “E … una storia di stalking” (fine 2014). ]

venerdì 4 settembre 2015

[Attualità] - Follia, acrobazia e fiati mozzati: torna in scena "Tutti matti per Colorno"

Poesia e follia, condivisione e partecipazione, scambio e convivialità: prende il via oggi l’ottava edizione di “Tutti matti per Colorno”, il festival internazionale di circo e teatro di strada che, con la direzione della compagnia “Teatro Necessario”, ospiterà anche quest’anno ben 72 artisti provenienti da tutto il mondo.
Quella di Colorno è una tre giorni sempre attesissima, diretta a un pubblico di tutte le età: il centro del suo scenario è la splendida Reggia che fu dei Farnese, dei Borbone e infine di Maria Luigia D’Austria, ma le performance, come tutti gli anni, invaderanno anche i vicoli e le strade del centro storico che la circondano.



giovedì 3 settembre 2015

[News - Fumetto] - Alessandria: Si accendono le luci di "AleComics, Festival del Fumetto, dell'Animazione e del gioco intelligente"


Tra sabato 10 e domenica 11 ottobre 2015 la cittadina di Alessandria si riempirà di colori, creatività e fantasia: all’interno dell’antica Caserma Montesanto, infatti, sono quasi al termine i preparativi per la primissima edizione di “ALEcomics, Festival del Fumetto, dell’Animazione e del gioco intelligente”.
L’evento, realizzato con il patrocinio di Comune e Provincia di Alessandria e dall’Associazione Culturale “Alecomics”, vedrà l’allestimento di due aree tematiche dedicate rispettivamente ai Comics (fumetti) e ai Games (i cosiddetti giochi intelligenti di ruolo, simulazione e società). Nell’imponente piazza d’armi dell’edificio sarà inoltre allestito un palco sul quale si sfideranno a suon di musica, travestimenti e interpretazioni i Cosplayers (figuranti) dei più famosi fumetti, personaggi di film ed animazione in un concorso a premi organizzato dalla “Cospa Family” di Torino.

mercoledì 2 settembre 2015

[AsSaggi di Letteratura] - Gabriele d'Annunzio, la rock star di bianco vestita


"D'Annunzio è stato una creazione masmediatica del sistema di allora, non sarebbe mai esistito al di fuori dell'apparato del potere del momento, e infatti, caduto il sistema, caduta la fortuna di D'Annunzio, che nessuno legge più, malgrado le volte che si è tentato di farlo resuscitare. "
Aldo Busi


Se d'Annunzio è riuscito ad insinuarsi anche tra le tavole di Hugo Pratt – l'autore di Corto Maltese, per intenderci – la ragione non può stare solo tra le righe delle sue opere. Ci vuole carattere per diventare un personaggio, e quello del vate di certo non poteva passare inosservato. Seppure Pratt non abbia mai ammesso che si trattasse proprio del poeta, il lettore con il fumetto Favola di Venezia (1976) tra le mani non ha bisogno di molto per capirlo da sé. Il ritratto è abbastanza conforme alla realtà: nonostante l'ambientazione civile, lo scrittore indossa la divisa degli anni di Fiume, il cappello è riconoscibile, ma la tenuta è bianca1.
Sembra un dettaglio secondario quello della veste, eppure ci rimanda in un attimo a un altro ritratto d'annunziano. 

martedì 1 settembre 2015

[Percorsi Fotografici] - Attraverso il self-portrait: volti e modi dell'immortalarsi

Alex Currie, in rain or shine
Che fosse per controllarlo, comprenderlo o elaborarlo, la fotografia ha sempre avuto quell’affascinante fine ultimo di indagare su una certa realtà oggettiva del mondo. Inizialmente i suoi strumenti erano ingombranti, lenti, sconosciuti, e le modalità di approccio al mezzo da parte del fotografo restavano circoscritte alla raffigurazione di un mondo più reale e oggettivo che artistico e interiore. A cavallo tra IXX e XX secolo l’attenzione verso il soggetto era costretta a limitarsi spesso a ore di duro e tecnico professionismo.
Ma col Novecento inizia a cambiare qualcosa: l’avvento del secolo prefigura sviluppi tecnologici di straordinaria portata; il fotografo familiarizza, sperimenta e discute con la sua macchina di fronte a un soggetto che diventa mutevole e variegato: talvolta circoscritto all’istante dello scatto, altre volte più sfuggente e etereo.
Si susseguono le ondate d’Avanguardia, e soprattutto a partire dagli anni Cinquanta non possono che insidiarsi nel fotografo tutta quella serie di valori che porteranno verso un progressivo stravolgimento dell’espressione artistica. L’artista muta, capovolge le sue prospettive, esce dalle righe e dalle luci ordinarie dei modi di fotografare; il suo soggetto entra in relazione con la contemporaneità: non è più oggetto, ma deve passare attraverso la fisicità del fotografo all’interno dello scatto. Immortalarsi per sfuggirsi, interpretarsi, mettersi alla prova. Nasce il  self-portrait.

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