domenica 29 novembre 2015

[Arte] - Furto di Verona: sublime apatia


Verona, nella sera del 19 Novembre il Museo di Castelvecchio subisce un grave colpo: 17 opere trafugate. Tra queste troviamo nomi importanti: Mantegna, Tintoretto, Bellini, Pisanello, Rubens e altri.
I tre ladri sarebbero entrati dalla porta sul retro poco prima delle 20.00, orario di chiusura del museo, e armati avrebbero immobilizzato e imbavagliato guardia e cassiera. Una volta prese opere, sarebbero scappati sull’auto della vigilanza privata sparendo nel nulla.


Jacopo Tintoretto, Madonna allattante
Jacopo Bellini, San Girolamo penitente

Antonio Pisano, Madonna col bambino
Peter Paul Rubens, Dama con il cnidi 
Andrea Mantegna, Sagra famiglia

venerdì 27 novembre 2015

[Attualità] - In un'ottica data-driven: come si raccontano le storie con i dati


Per pensare a come è cambiato il mondo che ci circonda, è opportuno fare riferimento a tutta quella realtà assolutamente nuova emersa con la rivoluzione di internet. Facebook, Twitter, supporti cloud, Open Data, communities on-line, statistiche: tutte le informazioni presenti sul web - comprese quelle che anche noi gli forniamo quotidianamente - rappresentano fonti di dati preziose, inesauribili e  in continua espansione. Da un lato questo caos spaventa, incrementa i grandi dibattiti su temi come privacy, deontologia e diritto all'oblio; dall'altro, però, il contributo di alcuni tipi di dati sta aiutando uno spettro molto ampio di discipline a potenziare i propri strumenti: la quantità di data-set on-line, grazie all'open source e agli open-data, è diventata talmente ampia da permettere l'accesso a notizie e informazioni che qualche anno fa sarebbe stato impossibile "districare" e analizzare; se i dati diventano accessibili cambia il modo in cui si trovano, costruiscono e raccontano le storie, ed è  proprio in quest'ottica che emerge un modo di fare giornalismo assolutamente attuale, che vale la pena approfondire: il data-journalism.

giovedì 26 novembre 2015

[La Vignetta] - Flex: svolazzando #2

Mi chiamo Flex, per i palati fini “diversamente occupato”. Sono precario a tempo indeterminato full time e part time. Flex, con la testina intercambiabile adatta ad ogni tipo di superficie lavorabile. Sono talmente precario che mia madre dice che quando sono nato il cordone ombelicale era griffato INPS...









Testi di Fiore "Flex" Ranauro
Vignetta di Martina Capozzi

mercoledì 25 novembre 2015

[Tutùm Narrativa] - Serena Carollo, "Cogitavo ed escogitavo, ricordavo e disegnavo"

Juan Mirò
Quando ero più piccola, davvero ero persuasa d'avere un potere. La mia straordinarietà era nel pensare le cose. Cogitavo ed escogitavo, ricordavo e disegnavo. Le parole mi sono sempre piaciute, ma a quei tempi trovavo più semplice utilizzare un colore a cera e fare due schizzi. Forse ad essere sincera le parole mi piacevano, ma mi spaventavano da morire. L'alfabeto era meno sicuro da usare dei disegni a matita (con una gomma puoi cancellare ogni tratto sbagliato, le parole sbagliate non riesci mai ad eliminarle del tutto, persino dopo la scuola quando sei a casa sotto la doccia quell'errore verbale sembra risuonarti dentro le orecchie). Dunque ho aspettato di acquisire strumenti adatti per vincere la fifa e decidere di mettermi qui a raccontarvi senza nascondermi dietro uno scarabocchio.  

martedì 24 novembre 2015

[Frammenti Fotografici] - Volti di vita remota

In Cilento quello che Borges aveva definito tempo interiore sembra dominare sul tempo esteriore. La realtà scorre lentamente, lontana dalla frenesia della città si dilata, assume forme remote e sapori lontani. I volti di chi vive tra i suoi luoghi sembrano essere carichi di tutto questo, portano con sé la grandezza di un secolo scomparso.


Cilento

lunedì 23 novembre 2015

[Maestra Poesia] - Andrea Zanzotto, "Equinoziale"

«Ma tu continua a consumarlo, il dorso della mano, 
a consumarlo con le dita, 
Zanzotto amico, 
tu che non chiedi pietà, non è vero? 
tu che vuoi verità a costo di non essere.»
Franco Fortini


Andrea Zanzotto, Equinoziale
in Dietro il Paesaggio (1951)
La pianura è sepolta
nelle luna dei monti
e il vento umile tocca
i giardini ai cerei recinti
dove il mare si è fatto
un'aiola tenera e fredda
e dove l'uva greve
si è volta all'occidente
così che appena regge
con festoni le notti solinghe.
L'equinozio insensibile
ha chiamato le ombre
e le cose concrete
a vita eguale
e già tutte le ciba
della sua dolce fibra.
Dagli stemmi sbiaditi di settembre 
escono vaghi animali
a scegliere liquida uva
e un roseo sonno
li assottiglia tra spine.
Gli uccelli vigilano
le rugiade nei recessi nell'alba;
celeste dono del silenzio è il mondo.

giovedì 19 novembre 2015

[DocuFumetto] - Guillermo Mordillo "umorista ecologico" a Playboy Italia, 1975




Guillermo Mordillo, fumettista e disegnatore argentino, è stato fra i cartoonist più pubblicati al mondo durante gli anni Settanta. I suoi personaggi sono pacifici, sempre buffi; le loro avventure si accendono di colori vivaci e di uno spiccato senso dell'umorismo.

"Album di Mordillo" è una pubblicazione uscita nel febbraio del 1975 su Playboy Italia.

martedì 17 novembre 2015

[Peace for Paris] - Gianfranco Domizi, "Un lungo bacio"

Nessuno saprà mai cos'è successo,
di noi rimane solamente un nome, 
scandiva forte il riff quella canzone,
la sento nelle orecchie ancora adesso.

Le note che diventano strozzate, 
il charleston riverso sul tappeto, 
incredulo ora sa chi stava indietro 
lamenti insieme ad urla disperate. 

Di file ne hanno molte decimate, 
la morte può arrivare pure a rate, 
Io t'ho afferrata forte per la vita,
sappiamo entrambi ch'è quasi finita. 

Ma stretti con i corpi e nelle facce, 
non ci si estirperà come le erbacce. 
Per l'albe estenuate e notti pazze, 
un lungo bacio a dirci ancora grazie. 

Nessuno saprà mai cos'è successo, 
per noi non c'è lo scatto di Doisneau, 
qualcuno l'ha saputo ed io lo so 
che amarsi non è chiedere permesso. 

Le note sono ormai tutte sfumate, 
nell'aria solo polvere e metallo. 
In piedi a raccontarci il nostro sbaglio, 
un lungo bacio ed anche noi si cade.

Gianfranco Domizi


[Fotografia] - Periferie al dettaglio: la Istanbul moderna di Yener Torun

Una scuola pubblica a Gayrettepe, Besiktas District.

Al di sotto del maestoso orizzonte tracciato dalle moschee, la periferia urbana di Istanbul nasconde forme, colori e contesti che si distaccano notevolmente dagli arabeschi a cui il nostro immaginario è abituato: tra le strade dei business district di Kavacik, Merter e Cevizlibag e quelle delle aree residenziali di Maltepe, Beylikdüzü e Kurtköy, si stanno formando negli ultimi anni isole urbane in cui prevalgono colori accesi e architetture semplici, minimali. 

Yener Torun,
 architetto appassionato di fotografia che vive e lavora a Istanbul da 14 anni, ha dato vita a un progetto fotografico su Instagram con l'obiettivo di mettere in evidenza i piccoli - ma significativi - dettagli di questi edifici, riuscendo a raccontare a centinaia di migliaia di follower le affascinanti sfumature di una Istanbul tutta moderna.
Il suo progetto si chiama @cimkedi ed è nato un anno fa.

lunedì 16 novembre 2015

[DocuPoesia] - L'Enfant du paradis: Playmen intervista Jacques Prévert (1973)





E il 1973 quando lo scrittore André Pozner, commissionato dalla rivista italiana Playmen, viene accolto  con non poca riluttanza nell’appartamento parigino del poeta e sceneggiatore Jacques Prévert.
Tra un quadro di Picasso, uno di Breton e il grande tavolo in noce dello studio che dà sul tetto del Moulin Rouge,  Pozner capisce subito che sarà un colloquio difficile da gestire: il poeta gli spiega che «in genere rifiuta tutte le interviste» e che gli rincresce di non poterlo aiutare, malgrado sia amico di suo padre e lui si trovi al primo tentativo del genere.
Il colloquio intraprende così un itinerario che non lascia spazio alle domande del giornalista; o meglio, che non vuole lasciare spazio a tutto quel mondo adulto a cui Prévert si rifiutò sempre di appartenere.  
Ad accogliere l’intervistatore è un vero e proprio “fiume di parole che va a raggiungere il mare di quelle che ha già scritto: non si ferma mai”,  e ciò che viene fuori con prepotenza e ilarità tra le righe di quello che verrà poi definito colloquio antigiornalistico, è proprio l'irruenza bambina, semplice e gioiosa del poeta ribelle.

Playmen è stato un celebre magazine erotico e culturale fondato nel 1967 da Adelina Tattilo. Di seguito, per voi, alcuni passi dal pezzo sul vivace colloquio tra Pozner e Prévert, uscito nel numero di luglio del 1973, che abbiamo scelto di associare alle immagini dell'articolo e ad alcune poesie scelte.


venerdì 13 novembre 2015

[Attualità] - Torna #Glocalnews, e tutto il mondo è Varese


Social media, digital journalism, ambiente, ma anche cibo e editoria gastronomica: restate connessi, perché la prossima settimana Varese torna ad essere #glocal. Dal 19 al 22 novembre il centro cittadino si metterà in moto per la quarta edizione di Glocalnews, il festival del giornalismo digitale e locale organizzato da Varesenews in collaborazione con Ona Italia, Anso, Lsdi, Digit , il Consiglio regionale della Regione Lombardia e il Comune di Varese . 
Sarà una quattro giorni di incontri, workshop, cultura digitale, mondo social e attualità in compagnia dei protagonisti più influenti del mondo del giornalismo e della comunicazione. 

Il 2015 è stato l’anno di Expo Milano, le domande lasciate aperte dal grande evento sono molte e il dibattito si prospetta ancora lungo; #Glocal15 inizierà proprio all’insegna di questo argomento:

giovedì 12 novembre 2015

[LightOn Arte] - Un occhio verso l'oscurità: vi presento Fede Zeta, ci presenta i suoi lavori!

Mechanical Mother
"Parto col dire che ho sempre avuto un occhio di riguardo per l'orrido e il surreale: grazie a film, fumetti, libri e videogame mi sono creato un immaginario fatto di figure concrete, da cui attingo per trarre ispirazione...

...Il mio stile lo definirei come un ibrido tra Cartoon e Fumetto ,

mercoledì 11 novembre 2015

[Narrativa Scelta] - Julio Cortazar, "Reunion, Che Guevara e lo sbarco a Cuba


«Ma ora vale la pena di godere di questo momento di assurdo respiro, lasciarsi andare guardando il disegno che fanno i rami dell’albero contro il cielo più chiaro, con qualche stella, seguendo con gli occhi socchiusi quel disegno casuale di rami e foglie, quei ritmi che si incontrano, si cavalcano e si separano, e a volte cambiano dolcemente quando una folata di vento, venendo dalle paludi, passa ribollendo sopra le coppe.»
Julio Cortazar, "Reunion"

Senza lasciarvi persuadere troppo dalla stella rossa che spicca sulla copertina, prendete in mano Reunion, Che Guevara e lo sbarco a Cuba e sfogliatelo lentamente. Il formato del libro è leggermente più grande del solito per lasciar spazio alle illustrazioni di Enrique Breccia, disegni in bianco e nero, immagini  in cui la violenza non è lesa dalla mancanza rossa del sangue, completamento perfetto per le parole di Julio Cortazar che si susseguono in gittate di fiato lunghissime. Reunion  non è un libro per soli comunisti, è un’indagine psicologica nella mente di un personaggio che ha contribuito alla storia del Novecento. Se proprio non riuscite ad accettare il fatto di dover leggere il lungo monologo del Che, immaginate non sia lui, immaginate che sia una storia inventata, in un secolo mai esistito, convincetevi di una grande finzione e poi lasciatevi coinvolgere dal ritmo della narrazione.

martedì 10 novembre 2015

[Fotoreportage] - Immagini dal sottosuolo: la vita nelle fogne di Bucarest


Bucarest – Costel ha quattordici anni, cammina per le strade di Gara de Nord per rientrare dopo una giornata passata a girovagare per la città. Costel non va a scuola, non vive la vita di un adolescente comune. Davanti alla stazione, da cui partono i treni destinati alle grandi città europee, apre un tombino della rete fognaria, si cala in quel buco maleodorante: è tornato a casa.
Costel non è il solo a vivere nel sottosuolo della capitale romena, insieme a lui migliaia di ragazzi abitano un mondo al di sotto del mondo. Sono i ragazzi che, alla reclusione coatta negli orfanotrofi immutati dalla caduta dell'ultimo leader del regime comunista Nicolae Ceausescu, hanno preferito la vita di strada. Gli inverni romeni sono però inverni imbiancati dalla neve, le temperature scendono vertiginosamente sotto lo zero, l'unico riparo è calarsi nella rete fognaria formata principalmente da vecchi tunnel utilizzati per riscaldare il centro città.
Costel ha l'AIDS.

lunedì 9 novembre 2015

[Dialetto in Versi] - Trilussa, Roma nella storia e nella società

Trilussa non amava i luoghi istituzionali, non frequentava circoli preferendo i caffè e le osterie. Trilussa, ovvero Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri, era il poeta di Roma, ma della Roma vera, quella della vita brulicante tra le piazze e i viali. Se pensare a un poeta di versi in romanesco riporta subito la mente al Belli, bisogna tuttavia ricordare che il nostro conosce il suo antecedente ma rende protagonisti dei suoi componimenti gli appartenenti del nuovo ceto borghese e non i nobili, radicati ad un mondo lontano e non più attuale.

venerdì 6 novembre 2015

[Attualità] - Giù le mani dal Diario! Le memorie di Anna Frank non saranno pubblico dominio


Secondo la legge sul diritto d’autore vigente in molti Paesi, un’opera diventa di pubblico dominio - e dunque viene sciolta da qualsiasi vincolo di sfruttamento economico da parte di privati - 70 anni dopo la morte di chi l’ha realizzata. A gennaio 2016 sarebbe dovuto essere il turno del “Diario di Anna Frank”, una delle più importanti testimonianze della storia sull’occupazione nazista e sulle persecuzioni antisemite, ma sembra che gli eredi dell'opera abbiano avuto la meglio sull'incombente scadenza. "Giù le mani dal Diario di Anna Frank", ha gridato al mondo il Fondo che dal 1947 ha ereditato i diritti di più di 30 milioni di copie del libro: le memorie non saranno rese di pubblico dominio almeno per i prossimi venticinque anni.

giovedì 5 novembre 2015

[Arte] - 1800: La rivalutazione femminile di un secolo


È inutile negare, il panorama artistico in cui viviamo ci costringe all’adorazione di un’arte contemporanea spesso incomprensibile e strettamente dipendente dal mercato.
Il pubblico fatica a una prima occhiata a comprendere cosa si trova davanti e perché.
Il museo, che dovrebbe aiutarci a capire - almeno in parte - i meccanismi dell’oggi, al contrario, con le sue mostre temporanee su singoli artisti o movimenti (Andy Warhol, Monet, Munch, Impressionismo, Espressionismo, Futurismo…) contribuisce a creare nella testa dell’ignaro visitatore, inutili confini e compartimenti stagni, spesso a braccetto con l’idealizzazione del ‘900, un secolo che per quanto importante, non è stato forse così centrale.
Mi spiego meglio, non intendo svalutare un’intera storiografia, solo sottolineare che l’arte non è fatta di categorie, né tanto meno di nomi.
Anzi è bene ricordare che gli appellativi di numerosi movimenti artistici sono stati cuciti addosso da critici e studiosi solo a posteriori, spesso con intenti non proprio adulatori. Come mi sembra corretto portare alla luce una domanda interessante:
Cosa ci è stato raccontato del 1800?

mercoledì 4 novembre 2015

[News-Letteratura] - La biblioteca segreta che resiste ai bombardamenti siriani


A sud di Damasco c'è un piccolo sobborgo in cui, in una cantina, più di undicimila libri resistono ai bombardamenti aerei da più di tre anni. Daraya sorge in una posizione drammaticamente strategica: la sua vicinanza all'aeroporto militare di Mezzé la rende soggetta a continui raid dovuti all'assedio di Bashar Al Assad. A Daraya si vive nella costante attesa della prossima esplosione, e così il tempo si dilata perdendo ogni senso. Se la quotidianità fatica ad andare avanti, è scontato immaginare quale sia il destino degli eventi e dei luoghi culturali in un contesto del genere. E' dall'ennesimo vuoto causato da quelle distruzioni che un gruppo di attivisti ha portato avanti un'iniziativa in grado di donare un senso alle giornate trascorse tra la polvere: recuperare i libri tra le macerie e portarli al sicuro in una cantina.

martedì 3 novembre 2015

[Frammenti Fotografici] - Geo-metrie

Osservare il mondo vuol dire anche cogliere i momenti di assenza della realtà. Quando le forme si dissolvono, l'evidenza delle linee diviene predominante. Sono le geo-metrie nascoste dietro l'apparenza delle cose.


Postiglione (Sa)

domenica 1 novembre 2015

[Extra] - Pier Paolo Pasolini, quarant'anni dopo


«Dimenticare subito i grandi successi e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare»
Pier Paolo Pasolini


Carne e cielo 
O amore materno,
straziante, per gli ori 
di corpi pervasi 
dal segreto dei grembi.
E cari atteggiamenti 
inconsci del profumo,
impudico che ride

nelle membra innocenti.


Pesanti fulgori
di capelli... crudeli
negligenze di sguardi...
attenzioni infedeli...
Snervato da pianti,
ben soavi rincaso
con le carni brucianti
di splendidi sorrisi.
E impazzisco nel cuore
della notte feriale dopo mille altre notti :
di questo impuro ardore.

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