Ripenso il tuo sorriso - In un momento di malessere interiore, solo
il pensiero dell’amico Boris Kniaseff sommerge, come un’ondata di calma, i
tormenti volubili la mente del poeta.
A K.
Ripenso il tuo sorriso, ed è per me
un'acqua limpida
scorta
per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera
i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo
quieto.
Codesto è il mio
ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s'esprime libera
un'anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male
del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un
talismano.
Ma questo posso dirti,
che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata
di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella mia
memoria grigia
schietto come la cima d'una giovinetta
palma...
Eugenio Montale
[Nasce a Genova nel 1896, ultimo dei sei figli
di una famiglia di commmercianti. Diplomatosi in ragioneria nel 1915, coltiva i
propri interessi frequentando le biblioteche delle città e ascoltando le lezioni
private di filosofia della sorella. Percorre quindi una formazione da
autodidatta, senza condizionamenti esterni, appassionandosi di lingue,
letteratura e musica.
Montale entra nell’Accademia militare di Parma, dopo una breve
esperienza al fronte in Val Pusteria e Vallarsa viene congedato nel 1920. Inizia
a frequenta gli ambienti culturali torinesi, ma sette anni dopo si trasferisce
a Firenze dove collabora con l’editore Bemporad. Entra finalmente nel mondo
della poesia italiana con la pubblicazione di Ossi di Seppia.
Collabora per varie riviste e frequenta il circolo letterario del caffè delle Giubbe
Rosse dove entra in contatto con Gadda e
Vittorini. Comincia, nel frattempo, a lavorare con traduttore dall’inglese.
Al termine della Seconda Guerra mondiale, si iscrive al
Partito d’Azione continuando la sua collaborazione per vari periodici.]
Nel 1967 viene nominato senatore a vita, nel 1975 riceve il
Premio Nobel per la Letteratura. Muore a Milano sei anni dopo.